Il prodotto ci arriva in una scatola di plastica trasparente che ci mostra
l’Akasa Carnival in tutta la sua imponenza.
La cosa più evidente nella foto, è la presenza di una ventola
di colore giallo, su cui è montata una griglia in tinta con la
ventola che mostra il marchio Akasa.
Girando la scatola possiamo notare il dissipatore che è composto
da due corpi, uno di alluminio su cui sono ricavate 22 alette, uno in
rame posto a contatto con la cpu. Proprio nella parte in rame possiamo
notare la nuova soluzione adottata da Akasa, infatti il fondo del dissipatore
presenta sei fori che hanno il doppio compito di far passare aria attraverso
il dissipatore, aumentando la superficie dissipante e di utilizzare l’aria
prodotta dalla ventola per soffiare l’aria direttamente sul PCB
della CPU.
Nella confezione, abbiamo trovato un kit davvero completo
infatti, come possiamo vedere nella foto sotto, ci sono: il dissipatore
con la ventola, un connettore da 3 a 4 pin, un sensore di temperatura
(UL 130°), un regolatore di velocità, la pasta d’argento
AK-450 e le istruzioni per l’uso.

Incuriositi dalla nuova soluzione adottata da Akasa, andiamo
a testare la Carnival 825 su una piattaforma AMD.
In primo luogo dobbiamo smontare il vecchio dissipatore
della nostra CPU, pulire il core del processore dagli eventuali residui
di pasta rimasta e riapplicare la nuova pasta.
Nel nostro caso abbiamo usato la Artic Silver Ceramique
e non quella presente nella scatola, per conservare l’integrità
del prodotto, ma vi possiamo comunque dire che la AK-450 a base d’argento
ha una qualità certamente superiore a quella presente in tutti
gli altri kit di raffreddamento.

Successivamente abbiamo posizionato il dissipatore per
agganciarlo al socket tramite il solido aggancio a 3 punti, successivamente
con una piccola forzatura abbiamo fissato la Carnival sulla CPU.

Dopo la fase più impegnativa, abbiamo attaccato
il regolatore di velocità alla ventola e abbiamo messo questo
piccolo pannello su uno slot PCI, questo regolatore oltre ad essere
bello esteticamente è anche molto preciso e sensibile, al contrario
di alcuni regolatori di velocità che spesso non sono molto progressivi.

Tutta questa fase di montaggio appena descritta è
spiegata dettagliatamente nelle istruzioni, se qualcuno dovesse riscontrare
dei problemi può sempre dare un’occhiata al foglietto.
L’altra possibilità fornitaci da Akasa è
la regolazione automatica della velocità di rotazione della ventola,
tramite il sensore che potete vedere nell’immagine sotto, ma è
una soluzione un po’ rumorosa secondo i miei gusti, forse perché
sono abituato a sistemi a liquido!

Chi volesse alimentare la ventola tramite il connettore
4 pin può farlo perché Akasa ha pensato anche a questo,
come potete vedere qui sotto, nel kit c’è anche un adattatore
da 3 a 4 pin che mantiene il segnale tachimetrico.

Ora diamo inizio ai test.