Uno sguardo da vicino
La caratteristica saliente di questo waterblock è l’assoluta
assenza di saldature e/o microsaldature e per dimostrare questo ora andremo
a visionare, con l’ausilio di alcune foto, alcune facce del waterblock.



Dalle foto si può davvero notare che non è presente nessuna
saldatura, l’unica cosa che è visibile solo da un occhio
molto attento è la presenza di tre fori, resi visibili dal sottile
strato di cromatura. Questi fori sono serviti per la lavorazione interna
e per la realizzazione delle doppie canaline parallele che caratterizzano
la parte interna del waterblock, successivamente il sistema di chiusura
è stato sigillato ermeticamente, come già detto in precedenza,
senza ausilio di saldature o colle.
Il monoblocco è rappresentabile in CAD tramite l'immagine sottostante.

Ma vediamo cosa succede se si fosse adottata la tecnica della saldatura
completa tra la base e il coperchio.

Subito sotto si possono vedere gli effetti della strozzatura
dovuta da un'altra saldatura, adottata nel WBNikolaosKavvadiasB15-9.

Come è possibile notare dalle rappresentazioni, le
zone rosse nelle ultime due proiezioni evidenziano la superficie in cui
il calore non si espande con la stessa velocità di trasferimento
del rame, di cui è composto il waterblock, con conseguente calo
prestazionale.
Andiamo ora a vedere l'evoluzione e gli studi che hanno
portato alla realizzazione del WBNKB5.
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